Rahma: brand identity per un progetto di moda sostenibile

Ogni progetto, prima di esistere, attraversa una zona d’ombra. Non un vuoto, ma uno spazio denso, affollato di idee, immagini, desideri che non hanno ancora trovato un ordine.

Chiara è arrivata a me così: con un universo già vivo dentro.
Profumi mediterranei, tessuti carichi di memoria, gesti artigiani imparati osservando, una visione etica e gentile della moda. Marocco e Sicilia, lentezza, rituali quotidiani, recupero creativo, spiritualità discreta. Tutto c’era già. Ma come in un mosaico smontato, ogni tessera restava isolata.

Il bisogno non era creare qualcosa di nuovo, ma costruire un’identità di brand coerente, capace di tenere insieme tutto senza forzature, senza tradimenti.


Brand strategy e posizionamento: le domande giuste

Il lavoro è iniziato dall’ascolto. Prima ancora di parlare di brand, abbiamo lavorato sulla persona. Su Chiara, la sua storia, le sue paure – non di esporsi, ma di essere fraintesa – e sul desiderio profondo di unire due culture diverse eppure sorelle.

Attraverso il mio metodo Sipario, ho costruito un percorso fatto di domande aperte, riflessioni lente, analisi di mercato sulla moda sostenibile, studio dei competitor e del contesto in cui Rahma sarebbe andata a inserirsi.

Non per omologarsi, ma per trovare un posizionamento autentico, capace di trasformare fragilità percepite in unicità reali.

Non c’è stata una svolta improvvisa. Il cambiamento è arrivato come arrivano le cose giuste: con naturalezza.
La confusione ha lasciato spazio a un ritmo riconoscibile, finalmente suo.


Moodboard e linguaggio visivo: costruire un immaginario di brand

Sono partita dalla costruzione della brand strategy, una mappa da attraversare, un sentiero che suggerisce direzioni, apre possibilità, tiene insieme cultura, innovazione e memoria.

Rahma – parola che significa compassione e amore materno, oltre a essere il nome della nonna – è emersa come scelta inevitabile. Non solo un nome “bello”, ma significativo.

La brand identity è nata lavorando per sottrazione e per ascolto: il gesto gentile, la manualità artigiana, il recupero creativo di tessuti dismessi come atto culturale.
La palette colore ha preso forma come tracce di viaggio: panna, sabbia, ruggine, verde. Toni caldi, mediterranei, mai gridati.

In questo processo la moodboard non è stata un collage estetico, ma una partitura visiva.
Tessuti, ricami e fotografie arrivate da Agrigento hanno permesso di toccare con mano l’anima del progetto. Cinque direzioni, cinque respiri. Una, alla fine, ha iniziato a brillare più delle altre.


Immagine coordinata e simbolo: tra Sicilia e Marocco

L’immagine coordinata definitiva è nata nel punto esatto in cui Marocco e Sicilia si incontrano. Non come citazione folkloristica, ma come contaminazione culturale profonda.

Il simbolo scelto – un arco con decorazioni chiaramontane a zig zag – è sia segno grafico che un atto di appartenenza, come un ponte che collega e unisce.

Racconta due terre che si riconoscono attraverso l’arte e la manualità. Rahma, a questo punto, non era più solo un brand di abbigliamento.

Era diventato un ecosistema narrativo: capi unici, gioielli, moda nomade, workshop di recupero e riciclo creativo, rammendo, cucito, cultura, cibo, incontri.

Un brand che si fa spazio e che condivide uno stile di vita senza confini e limiti alla contaminazione.


Sipario è stato un viaggio unico e stimolante, partito da un’idea ancora non realizzata ma che ha preso forma (anzi varie forme) passo dopo passo grazie all’entusiasmo, la creatività, la competenza e la professionalità di Elisa.
Non avrei mai potuto immaginare di poter dare così tanto spazio alle mie idee, collocandole al posto giusto e scoprire che le debolezze, in realtà, possono trasformarsi in punti di forza e unicità. Grazie ad Elisa e i suoi preziosi consigli adesso ho una visione completa di ciò che vorrei trasmettere e soprattutto come farlo.
Infinitamente grazie Elisa!!


Chiara Bessali – Rahma


Il risultato: un progetto di brand che prende forma

Quando Chiara, nell’ultimo incontro, ha guardato il progetto finale e si è riconosciuta completamente, ho capito che il lavoro era compiuto. Non perché fosse finito, ma perché poteva iniziare davvero.

Le sue parole, raccolte nel questionario di feedback, parlavano di una “candela in una stanza buia”.
Un’immagine che racchiude il senso del mio lavoro: fare luce su ciò che già esiste, dare ordine senza togliere complessità, trasformare il sentire in direzione.

Rahma è nata così. Attraverso Sipario, il mio servizio di brand design: un processo che accompagna e rende visibili le identità.
Che mette in scena ciò che, fino a quel momento, aspettava solo di essere riconosciuto.

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